
Vengono oggi aperte al pubblico le prime sale espositive dei Nuovi Uffizi, insieme ad una delle due nuove scale previste dal progetto in corso di esecuzione.
Le nuove sale sono destinate ad accogliere opere di artisti spagnoli, francesi, fiamminghi e Olandesi.
L'allestimento, favorito dalla collocazione, segna una svolta importante nella tradizione della Galleria: svincolandosi dalla bicromia vasariana del bianco e del grigio (intonaco e pietra serena), si è privilegiato un colore "vibrante anzi acceso: nel caso specifico, il blu; quello che più sembra confacente, per motivi culturali e di gusto, alle opere per cui quelle sale sono state pensate" (A. Natali).
Il controsoffitto cela gli apparati impiantistici per il trattamento dell'aria, la climatizzazione, l'antincendio e l'antintrusione. L'illuminazione, realizzata con il contributo di iGuzzini, assicura la luce di ambiente grazie a fasce luminose vetrate inserite nel controsoffitto, mentre affida la luce d'accento a faretti orientabili e regolabili.
Le sale sono raggiungibili dalla Galleria scendendo per la Scala di ponente, una delle opere più impegnative fin qui concluse, curata da Adolfo Natalini nell'ambito del progetto predisposto da Sinter SpA.
Realizzata all'interno di un piccola corte di servizio - la Corte della Vecchia Posta - pesantemente alterata nel corso del Novecento, la scala ha assunto ''la forma di una torre in pietra con grandi aperture da cui affiora il volume delle rampe rivestito in ottone brunito. Una copertura in parte vetrata e un sistema di finestre danno alla corte protezione e luce, trasformandola in un nuovo ambiente degli Uffizi, dove il nuovo dialoga sommessamente con l'antico'' (A. Natalini).
La nuova scala riveste anche funzione di via di esodo, indispensabile con l'ampliamento del museo e l'aumento del numero dei visitatori; in futuro permetterà di accedere alla zona ristorazione, prevista negli adiacenti locali terreni. A fianco di queste, nel frattempo sono state concluse anche altre opere che, sebbene relative ad ambienti di minor pregio, sono ugualmente indispensabili:
i nuovi servizi posti fra il primo e il secondo piano lungo la scala di ponente, indispensabile supplemento di quelli situati nel seminterrato;
il Gabinetto fotografico, completamente rinnovato, con i suoi 750 mq di laboratori e di spazi per l'archiviazione di lastre e negativi;
i nuovi depositi, situati anch'essi nel braccio di ponente presso la nuova scala, che coprono una superficie di circa 1340 mq, destinata a conservare in sicurezza il vastissimo patrimonio nascosto degli Uffizi;
i nuovi spogliatoi per il personale di custodia, nel braccio di levante; gli uffici nel palazzo dei Veliti, due piani completamente rinnovati, oggi sede temporanea della Direzione Regionale e in futuro destinati alla direzione della Galleria, serviti da un nuovo ascensore che consente anche l'accesso facilitato alla Biblioteca.
In questo periodo la Galleria non ha mai chiuso le sue porte al pubblico; una scelta onerosa in termini di difficoltà e d'impegno, ma concordemente adottata per evitare alla città pesanti ricadute sul piano economico e culturale. L'unica testimonianza dei lavori in corso restano le strutture di cantiere, una presenza ingombrante ma indispensabile; quella principale, sul lato di ponente del piazzale degli Uffizi, è stata comunque abbassata appena i lavori lo hanno consentito, mitigandone notevolmente l'impatto.